giovedì 22 ottobre 2009

forester

è da qualche tempo che su virgin radio passa insistentemente, la pubblicità della subaru forester che “per oltre 20.000, al pieno ci pensano loro”.
per capirci, quella: “ma come fa con l’autostrada? non ci passa dal casello!”.
tentavo di immaginarmi, allora, come potesse essere grande questa tanica da oltre 20.000 km da, addirittura, non passarci da un casello autostradale. se ci passano i camion cisterna, deve essere veramente mastodontica.
allora comincio a calcolare che razza di tanica serve per caricare tutto questo carburante.
i consumi del forester sono:
urbano da 7,2 a 7,4 litri (a seconda del modello) per 100 km;
extraurbano da 5,8 a 5,9 litri per 100 km;
misto da 6,3 a 6.4 litro per 100 km.
visto che alla subaru non credo regalino, avranno fatto i conti sul ciclo extraurbano, quello dove ti devono dare meno benza per gli oltre 20.000 km da fare.
perfetto, se devo percorrere 20.001 km, consumando 5,8 l/100 km, allora mi serviranno…
1.160,058 litri. solo!!!
maccome, ma non doveva servire una tanica così grande da non passare dai caselli autostradali?!?!?
una tanica da 1.160 litri me la immagino piccina se considero che le cisterne che viaggiano normalmente sulle nostre strade tengono anche oltre 20.000 litri.
sono perplesso ma voglio capirci di più, voglio vedere che rimorchio devo comprarmi per portare tutto questo carburante.
ma poi la forester te la danno già con il gancio traino?
assolutamente NO. e allora come faccio?!?
mica per avere la benza in regalo devo pagarmi il gancio???
noooooooo, non serve!
il volume di carico della forester e di 1.592 litri. quindi, anche volendolo prelevare tutto in un colpo solo, sto carburante, basterebbe riempire il bagagliaio di taniche.
e dal casello ci passo, quasi quasi, in controsterzo.

il serbatoio da 1.000 litri è "comodo" sul pick-up. in più ci sta anche il sottoscritto


p.s. comunque, lo spot sarebbe anche divertente se non fosse mandato in onda in maniera martellante.

p.s.2 avevo erroneamente fatto i calcoli con la legacy, in realtà era il forester che regala il carburante, la legacy tiene "incollati alla strada". certo che la subaru ci da dentro con gli spot!!!

lunedì 4 maggio 2009

lettori, ma soprattutto lettrici, nonostante il peso della responsabilità di essere i campioni uscenti fosse quasi insostenibile, per il secondo anno consecutivo con miloš, boris e saša abbiamo portato a casa il primo posto al brdaut.
quest’anno la concorrenza era agguerrita, e tutti facevano gara su di noi... ma la classe non è acqua e, dopo un’estenuante attesa dei risultati definitivi, alle 20 meno qualche minuto fiumi di birra scorrevano per festeggiare la grande vittoria, con frotte di fan impazziti che ci hanno tenuti impegnati per gli autografi fino a tarda notte. ma noi siamo dei professionisti e non ci siamo sottratti ai nostri doveri.
alla fine grande gioia per una grande vittoria e per la gustosa novità che l’edizione 2009 del brdaut aveva in serbo per i vincitori.
un doveroso grazie a matevž per averci concesso l’uso del peugeottino, squadra vincente non si cambia!

martedì 17 marzo 2009

cosmico!

in onore al “cosmico” del prof. dervis fontecedro dell’università di palo alto, emigrato negli stati uniti perché la scuola italiana fa schifo (scuole vecchie, programmi vecchi, professori vecchi), ho creato un gruppo su flickr.
attendo le vostre foto.

venerdì 13 marzo 2009

zappare la terra

consiglio di leggere l’intervento di rumiz “le mani dei serbi” pubblicato su il piccolo di martedì (10 marzo).
in meno di 1000 parole ho trovato sintetizzate le riflessioni che mi scopro a fare da qualche tempo.
riporto solo qualche stralcio sperando di incuriosirvi e spingervi a leggerlo integralmente:
“siamo a remengo perché abbiamo dimenticato le mani. siamo una civiltà che ha perso le mani e il senso della fatica. non sappiamo più fare quasi nulla in cui non ci sia di mezzo un pulsante.”
“siamo uomini di plastica, che vivono di cibi confezionati nella plastica, uomini che hanno il terrore della terra e dei frutti sporchi di terra.”
“sommergiamo di divieti igienisti la pastorizia italiana che fu per millenni la ricchezza del paese, la spingiamo al fallimento, ma spalanchiamo le nostre importazioni alla carne d'agnello neo-zelandese. il nostro è un mondo dove comanda la grande distribuzione, non chi produce.”
buona lettura.

lunedì 9 marzo 2009

customer satisfaction, non per tutti

nell’impossibilità di reperire autonomamente il manuale d’uso e manutenzione di un biotrituratore comperato usato, il 15 gennaio alle ore 17.12 mi sono deciso a mandare una e-lettera a grenntechnik spa, che produce l’attrezzo, specificando il modello e chiedendo gentilmente se potevano fornirmi il manuale tanto agoniato.
altrettanto gentilmente e con una sollecitudine che mi ha piacevolmente stupito, il sig. giancarlo alle 17.20 dello stesso giorno mi inoltra via mail le istruzioni per l’accesso all’area riservata del loro sito.
tempo 1 minuto, mentre ero ancora intento a leggere le minuziose istruzioni, il sig. giancarlo mi chiama al telefono e mi propone di assistermi nella procedura di autenticazione. alle 17.25 stavo leggendo il .pdf con le istruzioni che mi servivano.
sitazione simile con udor spa. necessitavo delle istruzioni di una loro pompa a membrana (post sotto) non recentissima.
memore dell’esperienza precedente non provo neanche a muovermi autonomamente e mando la richiesta tramite mail.
la mattine seguente la sig.ra barbara mi scrive allegandomi il manuale e un esploso della pompa utile per ordinare gli eventuali pezzi di ricambio.
allora ho cominciato a credere che tutti siano cortesi, gentili e veloci, e fiducioso ho ripetuto l’esperimento con toyota motor italia spa.
compilo diligentemente i campi del loro modulo di richiesta info, invio e attendo. attendo. attendo.
dopo 5 giorni il sig. servizio clienti mi risponde che
"non è più ordinabile né reperibile il manuale di uso e manutenzione per il veicolo da me dettagliato"

la toyota non ha un .pdf, un .tiff, una fotocopia del fax della fotocopia delle pagine del manuale?
non ci credo. e se mi prendete per il culo, anche ci resto male.
e poi, caro sig. servizio clienti… un minimo di calore umano nel dare le brutte notizie. premetti almeno un “mi dispiace”, un “sono spiacente” al “non e più ordinabile…”. prova e vedrai che suona decisamente meglio e soprattutto risulta meno risposta prefabbricata di circostanza…
che poi, in un momento difficile come questo, magari essere più gentili e disponibili con i clienti, aiuta.